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Nel cuore del parco una ricerca sui rifiuti marini

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L’AMP Torre del Cerrano aderisce alla Marine Strategy e al progetto Interreg Act4Litter per monitorare e classificare i rifiuti spiaggiati lungo le coste del Mediterraneo. La parola a Ottavio Di Carlo e Cristina Gioia Di Camillo.

 

Passeggiando sotto la Torre di Cerrano, potrai imbatterti in un’area delimitata dalla quale non verranno rimossi subito i rifiuti. Si tratta di una zona individuata per lavorare a due progetti europei distinti: Marine Strategy e Act4Litter. L’Area Marina Protetta Torre del Cerrano aderisce ad entrambi, con lo scopo di tutelare l’ambiente.

In soldoni: prima di essere rimossi, i rifiuti dovranno essere monitorati e classificati. Lo scopo è individuarne la fonte ed agire su quella, per preservare il nostro mare dall’enorme quantità di rifiuti che lo danneggia.

La sfida che l’UE lancia agli Stati Membri è di ridurre la quantità di rifiuti immessi in mare: il piano d’attacco al problema della marine litter prevede di caratterizzare, identificare e quantificare i rifiuti marini. In questo modo si può risalire alla fonte produttiva degli stessi e progettarne una gestione sostenibile da un punto di vista ambientale.

Il dott. Ottavio Di Carlo e la dott.ssa Cristina Gioia Di Camillo, responsabili di Marine Strategy e Act4Litter per la nostra Area Marina Protetta, ci spiegano meglio come questi due progetti verranno realizzati all’interno di Torre del Cerrano.

 

(Img: Lorenza D'Isidoro)

I due progetti

Da un lato c’è Act4Litter: una misura del programma europeo Interreg MED-Programme volto a monitorare la presenza di rifiuti spiaggiati negli ecosistemi naturali e a promuovere una crescita più sostenibile nel rispetto del mare.

Dall’altro lato, la Marine Strategy, o come spiega IsprAmbiente, “Direttiva quadro 2008/56/CE sulla strategia per l’ambiente marino” che è stata recepita in Italia con il d.lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010.

“La Direttiva” si legge ancora su IsprAmbiente,“si basa su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea.

La Direttiva pone come obiettivo agli Stati membri di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine”.

Rifiuti in spiaggia. Le cause e i rischi

“I rifiuti spiaggiati hanno una duplice origine”, spiega la dott.ssa Di Camillo. “Derivano dalla deposizione diretta da parte dei fruitori della spiaggia (per esempio, un bagnante che butta per terra mozziconi di sigaretta) o sono sospinti lungo le spiagge dall’azione del mare e del vento.

Gran parte della spazzatura presente nell’ambiente marino ha origine terrestre ed è trasportata in mare dai fiumi. I rifiuti finiscono nei corsi d’acqua dolce a causa della mancata differenziazione (come i cotton-fioc gettati negli scarichi domestici) o per via di scarichi abusivi (come ad esempio, quelli presenti lungo il fiume Vomano).

Altri rifiuti possono derivare dalle attività economiche e/o ludiche legate al mare, come la pesca, l’acquacoltura o il diporto (ad esempio, cassette di polistirolo, lenze e galleggianti finite in mare accidentalmente e non).

I rifiuti che deturpano le spiagge costituiscono solo una parte di tutta la spazzatura immessa nell’ambiente marino, in quanto il problema maggiore è costituito dai rifiuti che si depositano sul fondo marino. In generale, il marine litter rappresenta una seria minaccia per gli habitat e per le comunità di organismi marini che possono ingerire i rifiuti o rimanere intrappolati nella spazzatura”.

Dei rischi che comportano, per es., le plastiche e le microplastiche nell’ambiente marino avevamo già parlato in una precedente intervista al dott.Domenico  D’Alelio e alla dott.ssa Emanuela Dattolo.

Oggi la dott.ssa Gioia Di Camillo racconta anche altri modi in cui i rifiuti possono danneggiare i mari e le spiagge. Si tratta di danni “estetici, ecologici ed economici. Estetici, poiché una spiaggia invasa da rifiuti è poco attrattiva per i bagnanti. Ecologici, esprimibili in termini di perdita di biodiversità ed alterazione dell’ecosistema spiaggia. Infine, economici, legati al calo di presenze turistiche, ai costi per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti e alla spesa da affrontare per porre rimedio al danno ambientale”.

Il monitoraggio dei rifiuti in AMP Torre del Cerrano

L’Area Marina Torre del Cerrano ha per questo deciso di aderire alla Marine Strategy e al progetto Act4Litter.

Abbiamo quindi chiesto al dott. Ottavio di Carlo di spiegarci con ordine in che modo il progetto verrà realizzato nel parco del Cerrano.

(Foto 1: le aree individuate in AMP Torre del Cerrano per i progetti di monitoraggio dei rifiuti in spiaggia. Img: Ottavio Di Carlo)

Ottavio, quale zona dell’AMP Torre del Cerrano è stata individuata per l’attività di monitoraggio  dei rifiuti?

O.D.C: Sono state individuate due aree di 100 metri per circa 25 metri di profondità segnalate da paletti e cartelloni informativi, davanti alla Torre di Cerrano (foto1).

 

Quali rifiuti verranno lasciati a terra?

O.D.C: Saranno lasciati solo lo spiaggiato naturale es legno e naturalmente i bivalvi ecc.

 

Come verrà individuata la fonte dei rifiuti?

O.D.C_La differenziazione nella raccolta, estremamente particolareggiata e minuziosa, permetterà di stabilire statistiche sulle quantità e tipologie. La fonte di diretta provenienza fisica non si potrà stabilire (i rifiuti per mare si spostano con le correnti) mentre si capirà la fonte produttiva e tante informazione per migliorare la gestione dei rifiuti spiaggiati.

 

Quali sono le fasi del monitoraggio?

O.D.C.Le fasi saranno stagionali, quindi 4 volte l’anno: estate, autunno, inverno e primavera.

 

Per quanto riguarda la Marine Strategy, Cristina Gioia Di Camillo specifica: “Il programma in corso di attuazione è condotto dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente in Abruzzo (ARTA) attraverso raccolte semestrali di rifiuti accumulati lungo la spiaggia antistante la Torre del Cerrano”.

Mentre, per quanto riguarda Act4Litter: “Si tratta di un progetto europeo al quale aderiscono 26 partner di 10 Paesi diversi (quali Albania, Belgio, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Montenegro, Slovenia e Spagna) che prevede la raccolta di rifiuti su due tratti di spiaggia lunghi 100 m”.

Il ruolo di cittadini e turisti

Il progetto riguarderà anche i cittadini e i turisti.

“L'AMP continuerà, come ha sempre fatto, a coinvolgere volontari e associazioni ambientalistiche in azioni di pulizia della spiaggia condotte al di fuori delle aree destinate all'attuazione dei due progetti”, spiega Di Camillo. “Tali attività, oltre a mantenere pulita la spiaggia, aumentano la sensibilizzazione dei cittadini nei confronti del problema educandoli a comportamenti più responsabili”.

Le aree di raccolta presenti nelle spiagge di AMP Torre del Cerrano sono indicate da paletti verdi e da appositi cartelloni informativi (foto2). Si raccomanda quindi di non rimuovere i rifiuti da tali aree per non compromettere gli studi in corso.

Il materiale spiaggiato di origine biologica, come per es. detriti vegetali, conchiglie, ossi di seppia, organismi animali e vegetali morti non verrà raccolto, poiché rappresenta una componente naturale dell’ecosistema spiaggia.

 

(Foto 2: la cartellonistica che segnala le aree delimitate per i progetti di monitoraggio dei rifiuti)

Act4Litter nel concreto

Una prima iniziativa di raccolta dei rifiuti sulle spiagge di AMP Torre del Cerrano si è tenuta domenica 8 aprile.

Nel corso della raccolta, gli iscritti al Corso Guide del Cerrano per il 2018 hanno partecipato ad una fase didattica sul progetto Act4Litter.

Racconta Ottavio Di Carlo: “I rifiuti sono stati prima differenziati in macro-gruppi, in seguito debitamente suddivisi in categorie più particolareggiate ed i dati raccolti riportati sulle schede di rilievo.

Una selezione spinta che sarà in grado di dare piena conoscenza della tipologia dei rifiuti, di fornire la giusta chiave di lettura per poter rafforzare la cooperazione tra le AMP del Mediterraneo e quindi definire la migliore strategia per prevenire e gestire i rifiuti spiaggiati”.

Il problema dei rifiuti è molto sentito dalle aree marine protette, dal momento che spesso inficia i risultati di conservazione e tutela della biodiversità.

Per questo il MedPAN, Network delle Aree Marine Protette del Mediterraneo, aderisce ad una serie di progetti volti a contrastare l’inquinamento dei mari: tra questi anche Act4Litter.

“Partecipando al progetto Act4litter”, conclude il dott. Di Carlo, “l’AMP Torre del Cerrano intende contribuire al mantenimento della biodiversità nelle acque del Mediterraneo, ridurre e minimizzare gli impatti causati dai residui plastici ed educare e sensibilizzare tutti i cittadini coinvolgendoli nelle attività di pulizia delle spiagge”.

 

 Foto: Ottavio Di Carlo, Cristina Gioia Di Camillo, Lorenza D'Isidoro, AMP Torre del Cerrano

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