Le acque del parco marino, un workshop per la tutela degli ecosistemi acquatici del Cerrano

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La tutela degli ecosistemi acquatici al centro del workshop "Le acque del parco marino”, in programma per lunedì 31 luglio a Torre di Cerrano.

Gli ecosistemi fluviali e marini interagiscono tra loro: un’osservazione ovvia ma sufficiente a spiegare la necessità dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano di tutelare e monitorare lo stato dei corsi d’acqua che sfociano nel Parco.La finalità del workshop Le acque del parco marino, in programma lunedì 31 luglio a Torre di Cerrano, è proprio questa. Si inizia alle 10.00 di mattina, con il passaggio della Goletta Verde di Legambiente e la discesa a terra degli esperti che faranno il punto sui rilevamenti nell’AMP, per terminare a sera, sulla terrazza della Torre di Cerrano, con una tavola rotonda tra esperti e decisori.

Ma che cos’è un ecosistema? Secondo la Convenzione per la diversità biologica sottoscritta nel 1992 a Rio de Janeiro da 192 Paesi, si definisce ecosistema un “complesso dinamico formato da comunità di piante, animali e microrganismi e dal loro ambiente non vivente, le quali, grazie alla loro interazione, costituiscono un’unità funzionale”. Questo significa che chiamiamo ecosistema l’insieme di organismi viventi e di fattori abiotici che caratterizzano una zona. Naturalmente, gli ecosistemi fluviali e quelli marini hanno caratteristiche diverse, ma sono profondamente interconnessi. Per garantire la protezione e la tutela delle acque marine, quindi, bisogna proteggere e tutelare i corsi d’acqua che vi confluiscono. A danneggiare gli ecosistemi sono le variazioni dello stato chimico e biologico, nonché i cambiamenti nella temperatura delle acque. Molto spesso le cause di queste perturbazioni sono di natura antropica. Su queste ultime, da tempo, l'Area Marina Protetta Torre del Cerrano cerca di lavorare, sia nel monitorandone l’entità, che provando a ridurne gli effetti.

Un rapporto dell' Istituto Superiore di Sanità chiarisce quali sono gli indicatori da utilizzare per valutare la qualità delle acque. Tra questi compaiono degli indicatori biologici, cioè degli organismi viventi particolarmente sensibili ai mutamenti della composizione chimica del proprio habitat, come alghe diatomee, macrofite (piante acquatiche di discrete dimensioni tipiche degli ambienti acquatici), ma anche alcune popolazioni di invertebrati come crostacei, insetti ecc. In effetti, la biodiversità, funziona anche come difesa per un ecosistema: un elevato numero di organismi viventi di specie diverse garantisce una maggiore resilienza, ovvero una migliore capacità dell’ecosistema di tornare al suo stato ideale dopo una perturbazione.

Dalla sua istituzione, l’ Area Marina Protetta Torre del Cerrano ha abbracciato una serie di progetti volti alla salvaguardia delle acque fluviali e marine, come il WAter QUality Assessment (WAQUA) for Marine Protected Areas (MPA), di IMAA e CNR: il documento suggerisce una serie di linee guida per la valutazione dello stato delle acque marine che sia accurata, tracciabile, sostenibile e accessibile a tutti.Dal 2016, inoltre, l’AMP ha lavorato alla stipula del Contratto di Fiume "Calvano - Cerrano - Foggetta - Concio", per la gestione e la valorizzazione delle risorse idriche fluviali connesse al Parco. Più recentemente, invece, nel Maggio 2017, si è approvata una convenzione di collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise, che ha portato l’ente a intraprendere il progetto SalvaAcque. Il piano prevede un monitoraggio costante e continuativo delle acque marine e fluviali già interessate dal Contratto di Fiume, per tutelarne la biodiversità, nonché un sistema di campionamento di dettaglio immediato che, a richiesta, può essere attivato anche da privati.

Durante il convegno del 31 luglio, verrà fatto il punto sui progetti in corso. Alle ore 18.00, nelle sale interne della Torre interverranno:

  • Ottavio Di Carlo, AMP Torre del Cerrano, sul Contratto di Fiume;
  • Nicola Ferri, IZSAM “G. Caporale”, sul progetto SalvaAcque;
  • Domenico Cimini, CNR-IMAA e Cetemps, sul progetto WAQUA;
  • Carlo Cerrano, Università Politecnica delle Marche, terrà una relazione sul tema del miglioramento della capacità di filtrazione e purificazione delle acque da parte dei fondali marini, laddove il loro ecosistema resti sostanzialmente indisturbato. Si tratta del cosiddetto “Effetto Riserva”.

A seguire si svolgerà una Tavola Rotonda, sulla terrazza di Torre Cerrano, con gli esperti e con i rappresentanti delle amministrazioni interessate tra cui il Direttore dell'ARTA, l'Arch. Francesco Chiavaroli, e i rappresentanti istituzionali della Regione Abruzzo.

 

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